
Giulia oggi è corsa fuori dal lavoro in fretta e furia e sfidando il traffico si è fiondata in un esselunga. Uscita con il necessario per quella che lei ha definito nell'invito una cena informale porta con se provviste che sfamerebbero un piccolo villaggio africano. Organizzare una cena non è cosa da poco di questi tempi. Devi conciliare le agende dei tuoi incasinatissimi amici, trovare un buco nella tua, gestire la logistica. Ma Giulia ce la fa, se lo deve si dice. Voglio dedicare tempo a me stessa e alla socialità, si ripete. E gli amici trovano una cena impeccabile, le luci soffuse, la padrona di casa efficace e sorridente. Verso le 11.30 finalmente Giulia stramazza sul divano con il suo bicchiere di vino rosso, raccoglie i piedi sotto al sedere lasciando le scarpe sul pavimento e si lascia andare alle piacevoli e leggere chiacchere dei grati amici. Ma allo scoccare della mezzanotte scatta in piedi come una tarantolata, borbotta alcune frasi poco comprensibili e lascia il suo appartamento....
Piero è costantemente in trasferta. La sua società lo manda a fare consulenze informatiche in tutta italia e riesce a dormire nel suo letto un paio di volte a settimana. Con grandi sforzi logistici non ha desistito dalla ferrea intenzione di procurarsi una fidanzata e finalmente, dopo molti goffi tentativi, è riuscito ad invitare a casa per vedere un film la sua collega Romana che è in trasferta a Milano. Piero non è uno sprovveduto ed ha preso un DVD "giusto", pieno di ironia, divertimento e note romantiche non troppo evidenti. I due passano la prima metà del film un po' ingessati ma poi, complici le risate, l'atmosfera si scioglie e si fa propizia. Ad un certo punto la collega manifesta dolori cervicali e Piero sorridendo dentro di se ringrazia l'amico che gli aveva suggerito di appendere un falso diploma di specialità in massaggio rilassante vicino al divano.
"Ti va di fare un po' di pratica di massaggio su di me?" chiede lei sorridendo gattona. Lui le si avvicina alle spalle con fare professionale, fa per togliersi l'orologio ma si blocca, le passa il telecomando del video e mormorando "vai avanti pure tu un attimo" e si tuffa fuori dal suo appartamento...
Biagio sta tornando da Parigi. Avrebbe dovuto atterrare alle 22, ma l'aereo ha avuto ritardi ed è atterrato alle 23 a Malpensa. Nessuna possibilità di prendere il treno e la scelta cade inevitabilmente sul pulman. Che ritarda a causa di una lite tra autista e passeggeri. Poi un taxi che non si trova. E finalmete giunge a casa. Porta con se il solito trolley da viaggiatore, un PC che pesa come un lingotto di ghisa, una borsa di plastica con i documenti della riunione a cui ha partecipato...per tutto il giorno. Infila le chiavi nella toppa del portone pensando che il momento culminante di una giornata inutile come quella sarà il sedersi sulla tazza del vater e finalmente avere un "liberatorio" momento tutto per se. Entra in casa in silenzio...la moglie ovviamente dorme...posa le borse con delicatezza mentre la tensione al basso ventre si fa implacabile. Poi posa l'occhio su un biglietto scritto a mano lasciato sulla porta del bagno. Di sua moglie. E allora, lo sguardo da coker bastonato, prende e silenziosamente come è entrato esce di casa...
COSA HANNO IN COMUNE QUESTE STORIE?
PERCHE' I NOSTRI EROI ESCONO DI CASA?
Un abbraccio virtuale a chi indovina!
